Greccio 2026 – Passo dopo passo sulla via di Francesco
Il programma

San Francesco e la Lepre
L’opera in bronzo di Fiorenzo Bacci, custodita nel percorso museale del Santuario di San Damiano, raffigura San Francesco nell’atto di accogliere e proteggere una piccola lepre. In questa immagine semplice e intensa si esprime con forza uno dei tratti più autentici della spiritualità francescana: uno sguardo capace di riconoscere valore, dignità e bellezza in ogni creatura.
L’ispirazione dell’opera richiama un episodio narrato nei Fioretti di San Francesco (Capitolo XVI). Si racconta che una lepre, catturata dai cacciatori e destinata a essere uccisa, venne portata a Francesco. Il Santo la prese con dolcezza, la accarezzò e la invitò più volte a tornare libera nei boschi; ma l’animale, sentendosi al sicuro accanto a lui, continuava a rifugiarsi tra le sue braccia. Nel racconto emerge la straordinaria capacità di Francesco di entrare in relazione con ogni creatura attraverso la mitezza e l’amore.
Per questo il MASCI Lazio ha scelto quest’opera come immagine dell’evento “Passo dopo passo sulla Via di Francesco”. La lepre, fragile e indifesa, trova rifugio tra le mani del Santo; Francesco non domina, non trattiene, ma custodisce. È un segno di apertura, accoglienza e protezione che richiama anche l’impegno contenuto nell’Indirizzo Programmatico del MASCI: coltivare uno “sguardo verso l’altro”, attento alle persone, alle fragilità, alle differenze e alle attese che abitano il nostro tempo.

Quanti sono i personaggi nel primo presepe?
Nel primo presepe realizzato da San Francesco a Greccio, nel Natale del 1223, non c’erano le tante figure che oggi siamo abituati a vedere nei nostri presepi. Francesco scelse una rappresentazione essenziale: una mangiatoia, il fieno, un bue e un asino. Non volle costruire una semplice scena della nascita di Gesù, ma aiutare le persone a vivere il mistero del Natale.
Per questo, nel presepe di Greccio, non erano necessari molti personaggi: bastava la presenza del Bambino per annunciare il cuore della fede cristiana. Il presepe nasce così come un invito a riconoscere Dio non nella grandezza e nella potenza, ma nella semplicità, nell’umiltà e nella vicinanza.
Al centro di tutto c’era il Bambino Gesù: il segno più grande e sorprendente, Dio che si fa piccolo, povero e vicino all’uomo. Francesco desiderava che lo sguardo dei fedeli non si perdesse nei particolari, ma si concentrasse sull’essenziale: l’amore di un Dio che sceglie di incontrare l’umanità nella fragilità di un bambino.

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Galleria fotografica
La Santa Messa nella chiesa di San Michele Arcangelo



I giochi a tema













Per festeggiare la nascita al cielo di Francesco ben 800 anni, abbiamo voluto essere presenti a Greccio il luogo ideale per confrontarci su cosa vuole essere il Masci di domani….
Come pattuglia animazione abbiamo cercato con entusiasmo a capire come le comunità del Masci Regione Lazio vivono il loro ruolo di adulti scout al loro interno. Sono stati organizzati 5 postazioni con prove diverse.
Il primo: «Come vorresti costruire la tua Comunità “casa”, da dove partiresti? Sono state significative le tante risposte che erano descritte sui mattoni.
Il secondo gioco rappresentava i pesi che ci portiamo dentro. E ognuno sul proprio mattone ha scritto la sua fatica.
Il terzo era mettere alla prova un sordo e un muto, che consisteva nel fare un percorso senza parlare e senza ascoltare. Quindi a coppie e con solo l’utilizzo di un cordino sono riusciti a fare il percorso. Tutto questo voleva rappresentare che da soli non si va da nessuna parte, ma che insieme e con fiducia si può fare molto.
Con il 4 gioco, leggendo il cantico delle creature, dovevano fare una scenetta, oppure realizzare un quadro umano e dare significato alle posizioni scelte. E tutto ciò rappresentava il mettersi in gioco, attraverso l’allegria. La disponibilità e saperci aiutare e fidare gli uni degli altri.
Il 5 gioco consisteva nel realizzare la visione di un possibile presepe facendo i conti con le tante difficoltà che purtroppo oggi, in questo tempo, incontriamo nel mondo e nella realtà che ci circonda. Cosa non facile vista l’arroganza dei potenti che come principale obiettivo mettono al centro il profitto eproducendo povertà ed emarginazione.
Anche in questo caso è stato possibile confrontarsi comprendendo insieme che a fronte di questa triste realtà solo con l’amore e la speranza possiamo imparare qualcosa in più.
Tutto questo è stato possibile grazie alla pazienza, alla cura dei dettagli, al lavoro di squadra agendo attraverso la logica del bene comune e del servizio. Una squadra vincente perché ognuno di noi è stato protagonista e ha messo a disposizione i propri talenti con l’aiuto di Dio. Grazie a Giovanna, Giuliana, Michela, Piero, Gabriele 1, e Gabriele 2, Vittorina, Davide, Stefano…..un grazie a chi ha avuto fiducia in noi.
Francesco ha ispirato in mille modi ognuno di noi perché ci siamo messi nei suoi panni. Ed è per questo che ciò che si è fatto è stato per AMORE del servizio. Grazie alla comunità di Nettuno e del Latina 1.
(Graziella)
e…… gli AS !!







































Forza, venite gente!!














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