D. Come Ti è venuto in mente di fondare lo scautismo?
R. Volevo offrire ai giovani un percorso concreto per diventare uomini e donne liberi, responsabili e capaci di servire il prossimo. Non solo disciplina, ma avventura, natura e spirito di fraternità.
D. Sei soddisfatto di come è cresciuto e si è diffuso in oltre 120 anni?
R. Sono profondamente grato nel vedere lo scautismo diffuso in tutto il mondo: significa che i suoi valori sono universali. La vera sfida, però, resta mantenerne vivo lo spirito originario.
D. Ma da oltre 70 anni esiste anche il MASCI… Secondo Te lo scoutismo adulto che ruolo dovrebbe avere oggi nella società, più orientato al servizio o alla rappresentanza?
R. Il servizio deve restare il cuore pulsante: senza azione concreta, ogni rappresentanza perde significato. Immaginate un faro sulla costa: non serve a nulla se si limita a essere bello da vedere, deve soprattutto fare luce e guidare le navi nella notte. Il servizio è quella luce. La rappresentanza, invece, è la struttura visibile del faro: utile, persino necessaria, ma senza la luce perderebbe il suo senso. Così il vostro movimento: prima illuminate con le opere, poi lasciate che quella luce vi renda riconoscibili nel mondo.